Le Alpi accolgono la GSX-S1000GT Experience

534 chilometri, sette passi in alta quota, 10.300 metri di dislivello complessivo e un consumo medio di soli 5,1 litri ogni 100 km: sono questi alcuni dei dati salienti che hanno contraddistinto la GSX-S1000GT Experience, un viaggio di due giorni dove la GT di Hamamatsu ha affrontato una tra le più belle zone dell’arco alpino, tra l’Italia e la Francia, con l’obiettivo di saggiarne le doti di affidabilità, comfort e guidabilità nelle condizioni d’impiego più realistiche e probanti possibili.

Lungo ed impegnativo il percorso stabilito, che, dalla sede di Suzuki Italia sito a Robassomero, alle porte di Torino, ha raggiunto Cesana in alta Val Susa per affrontare, con dislivelli altimetrici che da fondo valle hanno superato più volte i 2000 metri di quota, i passi alpini italiani e francesi del Monginevro, dell’Izoard, di Vars, del Lautaret, del Galibier, del Téléghaphe e del Moncenisio che riconduce in Italia,per guadagnare il traguardo finale di Robassomero.

La GSX-S1000GT Experience, in questo contesto così spettacolare e impegnativo, ha fatto emergere le straordinarie doti della Grand Tourer di Hamamatsu, una moto capace di soddisfare sia gli amanti della guida sportiva, sia chi ama praticare turismo a medio e lungo raggio.

Già dai primi chilometri, il tratto veloce sulla A32 Torino – Bardonecchia ha messo in risalto la grande stabilità e l’eccellente protezione aerodinamica garantite dalla carenatura, la cui forma profilata è stata studiata in lunghi test nella galleria del vento, mantenendo in tutto relax la velocità preferita grazie al comodo e sicuro sistema “Cruise control” di cui la GT è dotata di serie.

Affrontando poi i percorsi di montagna, si sono rivelati particolarmente efficaci i dispositivi elettronici presenti nel Suzuki Intelligent Ride System, come per esempio il sistema “Scegli il tiro” (Suzuki Drive Mode Selector ), che consente di selezionare tre diverse curve di erogazione della potenza in base ai gusti personali e alla situazione da affrontare.

Così come si è potuto regolare il sistema “Apri sereno” (Suzuki Traction Control System) su cinque livelli, oppure disattivarlo e passare da una marcia all’altra senza utilizzare la frizione grazie al “Cambia rapido” (Bi-directional QuickShift System).

La posizione di guida si è rivelata particolarmente ergonomica, offrendo un controllo ottimale grazie al manubrio largo, alla sella ben conformata ed alle pedane rivestite in gomma: tutti elementi che aiutano ad assumere una postura ideale, che ispira confidenza immediata nell’affrontare i tornanti e si rivela poco affaticante anche nelle lunghe discese.

In quest’ottica gioca un ruolo importante anche il serbatoio, snello tra le gambe eppure capace di contenere 19 litri di benzina, a tutto vantaggio di un’elevata autonomia.

Nei tanti tratti misti della Experience, la GSX-S1000GT ha fatto valere il DNA racing, la grande leggerezza e la manovrabilità ereditati dalla leggendaria stirpe delle GSX-R.

Il motore e la ciclistica, con telaio e forcellone di alluminio e sospensioni completamente regolabili, sono di derivazione sportiva ma rivisti in modo da rendere fruibili a tutti le loro incredibili prestazioni.

Il quattro cilindri Euro 5, in particolare, ha una potenza massima di 152 cv e una coppia di 106 Nm, per buona parte disponibile sin dai bassi regimi.

Proprio questa qualità ha permesso alla GT di tenere un’andatura disinvolta con consumi limitati: durante la GT Experience infatti la “mille” a quattro cilindri, pur capace di performance da autentica superbike, ha registrato un consumo medio di 5,1 l/100 km, pari a una percorrenza di 19,6 km/litro.

Una Experience perfettamente riuscita, quindi, che ha saputo evidenziare le migliori doti di guidabilità di Suzuki GSX-S1000GT anche nell’affrontare, con successo, i più impegnativi ed impervi passi alpini.

IL VIDEO

 

 

Autore dell'articolo: Marina Federico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *